Odontoiatria olistica
Odontoiatria olistica

La medicina considera in genere l’organismo umano come un  insieme di settori indipendenti da riparare ogni volta che si verifichi un “guasto”. L’approccio olistico privilegia invece l’uomo nella sua globalità, e di fronte ad una patologia si prefigge come scopo  il ripristino dell’ equilibrio armonico attraverso una riconciliazione  con il proprio ambiente esterno ed interno: la malattia non va semplicemente combattuta, ma prima di tutto compresa.
L’odontoiatria olistica, di conseguenza, ha una prospettiva globale nei confronti del suo paziente, prendendo in considerazione eventuali correlazioni e interdipendenze tra patologie del cavo orale e disturbi presenti in altri distretti dell’organismo, con un’attenzione particolare agli aspetti legati alla psiche.
La medicina olistica, attraverso metodiche, discipline e conoscenze scientifiche non convenzionali,  cerca di curare il sintomo insieme alle cause che possono concorrere al manifestarsi della malattia, e valutare se i disordini della bocca non siano un evento correlato ad altre patologie presenti nel nostro organismo: la salute non è una situazione cristallizzata, ma un magmatico equilibrio tra le diverse situazioni e condizioni che albergano all’interno del nostro corpo come nell’ambiente che ci circonda. Per questo motivo l’odontoiatra olistico raccoglie informazioni sulla storia sanitaria non solo del paziente ma anche della famiglia: esamina i denti, il cavo orale, la lingua, il viso, oltre ad  eseguire le radiografie necessarie. Successivamente elabora una diagnosi relativa ad eventuali  carie ed altre  malattie parodontali, valuta quindi la presenza di materiali tossici tra le otturazioni, ed individua focalità del cavo orale che possono essere causa di malattie a distanza (a carico cioè di altri organi e apparati), o -con processo inverso- identifica le patologie del cavo orale che sono sostenute da alte malattie presenti nell’organismo. Le metodiche utilizzate a questo scopo comprendono l'elettroagopuntura, il Vega test o la kinesiologia applicata, che forniscono inoltre indicazioni preziose per la scelta dei materiali meglio tollerati da quel singolo paziente.
Terminata la fase diagnostica, viene stilato il piano di trattamento, che comprende, oltre alle cure odontoiatriche classiche (eseguite sempre con i materiali biocompatibili meglio tollerati dal paziente), l'eliminazione di eventuali materiali tossici causa di campi di disturbo e il trattamento delle focalità, preceduti e sostenuti da un'adeguata terapia di accompagnamento.
L’utilizzo di farmaci tradizionali (allopatici) è limitato ai soli casi in cui si rendano indispensabili, privilegiando ogni volta che sia possibile quelli omeopatici, omotossicologici e fitoterapici

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