Terapie
Addio paura e ansia per le cure dentali
La sedazione inalatoria in odontoiatria
Spesso il rapporto tra paziente e odontoiatra è ostacolato da paure e timori di esperienze dolorose durante i trattamenti dentali. Se in passato l’esperienza dal dentista poteva essere traumatica oggi molto è cambiato grazie anche alla tecnologia. Anche i pazienti più fobici ora possono rivolgersi al dentista con più serenità grazie all’uso di tecniche che annullano le ansie e le paure.
Tra le diverse tecniche di sedazione, oggi presento quella che fa uso di protossido di azoto e ossigeno, denominata appunto "sedazione inalatoria".
Pioniere di questa tecnica fu il dott. Langa che negli Stati Uniti negli anni 30, insieme ad altri colleghi, iniziò ad usare in odontoiatria il protossido di azoto in concentrazioni basse e modulabili con l’ossigeno. Grazie al successo di questa metodica, oggi più della metà dei dentisti americani la somministra ai propri pazienti e si è diffusa in tutto il mondo.

Che cosa è la sedazione inalatoria?
La sedazione inalatoria consiste in una somministrazione di basse percentuali di protossido di azoto e di elevate concentrazioni di ossigeno. Il gas miscelato viene inalato attraverso una mascherina nasale profumata. Durante la somministrazione il paziente acquisisce una sensazione di tranquillità rimanendo costantemente cosciente e collaborante. Dopo il trattamento di sedazione il paziente non accusa alcun disturbo o effetto collaterale.
Nel mio ambulatorio questa tecnica è ora di routine e la impiego diffusamente sia con pazienti tranquilli che con quelli più restii e timorosi ed è adatta ad essere impiegata sia con i bambini che con gli adulti.

 A chi serve?

La sedazione inalatoria può servire a tutti.
Non c'è paziente adulto o bambino, fobico o indifferente, tranquillo o agitato, pauroso o coraggioso, che non ne possa trarre beneficio.
Molto indicato per i pazienti portatori di handicap ai quali si evita l'anestesia generale. Serve soprattutto ai pazienti ipertesi o con patologie cardiache o con allergie, dove lo stress può essere motivo scatenante di complicanze o emergenze mediche, durante i trattamenti dentali.

Ci sono limiti di età?

Il protossido di azoto non viene metabolizzato e quindi non lascia tracce nel nostro organismo. Per questa sua caratteristica si può usare su bambini di tre anni come su anziani di 90 anni, l’importante è che abbiano la possibilità e capacità di respirare con il naso e ci sia un minimo di collaborazione.

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